Giovanni il Battista : la voce che prepara la Via

Giovanni il Battista

Introduzione

Ci sono momenti nella storia della redenzione in cui il silenzio sembra prevalere e l’uomo si chiede se Dio abbia ancora qualcosa da dire. Israele aveva atteso a lungo, tra profezie remote e speranze consumate, che il cielo parlasse di nuovo. Ma quando il cuore del popolo sembrava essersi abituato al silenzio, una voce si levò nel deserto. Quella voce non parlava per sé: apriva la strada a Qualcuno più grande. Quella voce era Giovanni, il figlio di una promessa impossibile, il precursore dell’Agnello.


Secoli di attesa

Per secoli Israele attendeva una parola da parte di Dio, un segno, una profezia. Le Scritture parlavano di uno che sarebbe venuto a preparare la via del Messia, come era stato preannunciato:

«Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me» (Malachia 3:1)

E ancora:

«Una voce grida: “Preparate nel deserto la via del Signore, raddrizzate nei luoghi aridi una strada per il nostro Dio”» (Isaia 40:3)

Ma il tempo passava, e il cielo sembrava tacere. Poi, improvvisamente, una voce. Una voce che grida nel deserto. Non portava ornamenti né gioielli, ma indossava vesti di peli di cammello e si nutriva di miele selvatico. Non parlava di sé: parlava dell’Agnello che doveva venire. Con lui, la profezia riprese fiato: il deserto divenne il luogo in cui il Regno iniziò a manifestarsi e, dopo una lunga attesa, Dio tornò a farsi sentire.


La promessa che rompe il silenzio

Zaccaria ed Elisabetta non avevano figli. Dopo secoli di silenzio, una visita angelica raggiunge la casa di Zaccaria. Un annuncio. Il silenzio di Zaccaria. Sta per nascere una voce che griderà nel deserto. Elisabetta, sterile come Sara, Rebecca e Rachele, ormai avanti negli anni, concepirà miracolosamente un figlio. La sua sterilità diventa dono: attraverso di essa, Dio manifesta la sua misericordia e la sua potenza.  Zaccaria, sacerdote della classe di Abia, si trovava a esercitare il suo servizio nel Tempio di Gerusalemme. Sua moglie, Elisabetta, era discendente di Aronne. Mentre Zaccaria bruciava l’incenso davanti al Signore, gli apparve un angelo, annunciandogli che avrebbe avuto un figlio:

«Andrà davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli» (Luca 1:17)

 Ma Zaccaria, incredulo a causa della loro età avanzata, dubitò della parola dell’angelo, e per questo fu reso muto fino al compimento della promessa.


Un profeta diverso da ogni altro

Ma quel bambino non sarebbe stato uno qualunque.
Il suo nome sarebbe stato Giovanni, (YHWH è misericordioso) e la sua nascita avrebbe segnato la fine del silenzio di Dio dopo secoli di attesa. Egli sarebbe cresciuto “pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre”, chiamato a preparare il popolo all’incontro con il Messia. La sua voce avrebbe risuonato nel deserto, richiamando Israele al pentimento e alla speranza: un profeta tra i profeti, l’ultimo messaggero prima della venuta del Re.


Il ritorno dello spirito di Elia

Il suo ministero era l’eco vivente delle parole del profeta Elia, come annunciato:

«Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri» (Malachia 4:6)

(riferito a Elia che deve tornare prima del Messia) Parole riferite a Elia, che secondo la profezia sarebbe tornato prima del Messia, non nella carne, ma nello stesso spirito e potenza profetica.

Riconosciuto da Yeshua stesso:

«Se lo volete accettare, egli è quell’Elia che doveva venire» (Matteo 11:14)

“Non era Elia in persona, ma veniva con lo stesso spirito profetico e la stessa autorità spirituale”.


La voce che prepara l’incontro

Giovanni non nascerà solo per portare gioia nella casa dei suoi genitori, ma preparerà un popolo al Signore. La sua voce aprirà la via, e la sua vita sarà segno vivente del compimento delle profezie. Il tempo messianico era alle porte. Il suo messaggio era semplice e tagliente:

“Ravvedetevi, perché il Regno dei cieli è vicino.”  (Matteo 3:2)

E la gente accorreva da ogni parte: da Gerusalemme, dalla Giudea, e da tutto il paese intorno al Giordano. Confessavano i loro peccati e si facevano battezzare nell’acqua, segno di un cuore disposto a cambiare. Era la voce che precede la Parola, il messaggero che prepara l’incontro tra Dio e l’uomo.


Quando la Voce indica la Parola

Ma la sua voce non era destinata a rimanere protagonista.
Giovanni sapeva che il suo compito non era quello di trattenere le folle, ma di condurle a Colui che doveva venire.
La sua missione era preparare il cuore dell’uomo per riconoscere il Messia quando si sarebbe manifestato.

E venne il giorno in cui, vedendo Yeshua avvicinarsi al Giordano, egli proclamò:

«Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!» (Giovanni 1:29)

In quel momento, la Voce riconobbe la Parola.
Il profeta indicò il Messia.
Il precursore fece spazio al Re.
E la via, ormai preparata, fu percorsa da Colui che è la Via, la Verità e la Vita.


Conclusione

Giovanni non cercò di trattenere lo sguardo su di sé: la sua voce esisteva solo per condurre il popolo verso la Parola. La sua grandezza stava nell’indicare un Altro. Il suo ministero trovò compimento quando il Messia apparve, e la sua gioia si compì nel vederlo. Così anche oggi, ogni autentica testimonianza di fede non ha lo scopo di esaltare l’uomo, ma di aprire il cammino verso Colui che è la Via.